Stay jackal

Delle così brave persone, chi l’avrebbe mai detto?  Pensa che tra quei galatuomini ci abbiamo pescato pure una presidenta.

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3 thoughts on “Stay jackal

  1. Se ne parla anche sulla prima pagina del Foglio, che poi parla anche del BDS, e forse cominciano ad essere buone notizie. Copio e incollo, perché credo sia solo per abbonati:
    “Le autorità israeliane, d’altronde, sono oramai abituate a monitorare quanto più attentamente possibile l’uso dei fondi pubblici stranieri che arrivano nella Striscia di Gaza. E’ più recente, invece, il tentativo di fornire una risposta efficace al rafforzarsi
    in tutto il mondo del movimento Bds, cioè per la promozione di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro lo stato ebraico. Domenica scorsa, per esempio, il governo di Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che insedierà una commissione speciale con l’incarico di espellere “gli attivisti impegnati nel boicottaggio di Israele o nella sua delegittimazione”. Misure radicali, la cui portata effettiva si potrà valutare solo con il passare del tempo. Intan-to però si registrano le prime risposte “di mercato” al Bds. Più propriamente Benjamin Weinthal, fellow della Foundation for
    Defense of Democracies, in un saggio apparso sull’International Jerusalem Post, parla di “economic warfare” contro il boicottaggio,
    specie quando quest’ultimo non si limita più al solo mondo accademico. Il metodo è quello sintetizzato a luglio dal governatore democratico dello stato di New York: “E’ molto semplice: se tu boicotti Israele, New York boicotterà te”. Così per esempio il senatore dello stato dell’Illinois, Mark Kirk, ha chiesto e ottenuto che la banca tedesca Commerzbank avviasse un’indagine interna su un conto corrente destinato a foraggiare il Bds, portando alla
    chiusura dello stesso conto. Altro caso: quando la società inglese G4S (sistemi di sicurezza) ha deciso di abbandonare Israele su pressione del Bds, lo stato dell’Illinois ha minacciato di ritirare tutte le commesse pubbliche assegnate all’azienda, spingendola così a un parziale ripensamento. Weinthal, sulla versione internazionale del Jerusalem Post, sostiene che di iniziative simili se ne registra un numero crescente, seppure non ancora pari agli atti di boicottaggio. In Europa, secondo il ricercatore, sarà più complesso attivarsi in
    questo senso, anche se non impossibile. Difficile infatti contrastare i migliaia di micro finanziamenti come quelli che arrivano da municipi e comuni alla volta di manifestazioni pro Bds. Oppure frenare per esempio i soldi giunti direttamente dall’Iran alla Moschea Blu e al Centro islamico di Amburgo, in Germania, luoghi di culto già promotori di sit-in per la cancellazione di Israele; il giornale Hamburger Morgenpost ha dimostrato che le risorse
    passano attraverso la locale Hamburg Sparkasse: “Adesso chiudere i rubinetti – conclude Weinthal – è solo una questione di volontà politica”. In America questa volontà s’intravvede, ma in Europa?”

    1. Da noi il problema è anche che la notizia è praticamente assente sui mezzi di informazione, che questo governo ha piazzato una come la mogherini in Europa, che abbiamo la boldrini che, guarda caso, da lì viene. Se esiste qualcosa che somiglia ai deliri dei complottisti non ha a capo la lobby giudaica.
      Roberto, niente… solo per far vedere che ho le maiuscole

via, sciò

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