tutto centro fino al km tredici, in ogni direzione

Già qualche anno fa il conte Fulvio Abbate -nel suo blog- lamentava d’aver visto un eskimo a quattrocento euro -mi pare a Bologna, ma potrei sbagliare-

feci presente che era vergognoso che sembrare povero costasse certe cifre.

Da tempo i quartieri popolari -prima Trastevere, poi Testaccio, San Lorenzo, Il Pigneto… – sono diventati cari al punto che i proletari si sono dovuti dissanguare per sfanculare i pezzenti che li abitavano.

Pezzenti che sono andati a ingrassare le invivibili periferie, pittoresche solo nelle narrazioni dei tipi che abitano, appunto, i quartieri popolari di cui sopra. Ma la proletarizzazione pare inseguire -al momento lungo Casilina e Prenestina– i pezzenti che, ahimé, non possono permettersela;

la metro ha ormai raggiunto -rendendola appetibile- Piazza dei Mirti. 

Se non si pone un freno a questa deriva, per trovare un povero di quelli tradizionali -e un po’ di libanese giallo*- toccherà arrivare a Vermicino.

*scherzo, so’ quarant’anni che non c’è più, il libanese giallo

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6 Replies to “tutto centro fino al km tredici, in ogni direzione”

via, sciò

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