alberitudine

 

Il tronco deve avere una forma conica, i rami assottigliarsi procedendo verso l’alto, nascere all’esterno delle curve e protendersi oltre l’ombra di quelli sovrastanti.

Le radici esposte rendono vecchio e possente l’albero e equilibrano eventuali inclinazioni del tronco sviluppandosi-esponendosi maggiormente nella parte opposta. La chioma che ha forma triangolare con un apice rivolto verso l’alto può essere composta da diversi elementi, ma sempre di forma triangolare.

Un albero giovane ha rami che vanno verso l’alto e, viceversa, uno vecchio li avrà che si dirigono in basso. Sulla stessa pianta i rami in alto, più giovani, e quelli in basso, più vecchi, seguiranno lo stesso principio.

L’abete è l’Albero e ogni variazione dalla sua sagoma produrrà uno squilibrio che deve essere sanato, contrastando il movimento con le radici e aumentando numero e lunghezza dei rami su uno dei lati, quello che riceverà più luce.

La riproduzione di essenze allevate, per questioni produttive, in forme spinte tipo il vaso (il classico olivo) o il filare (vite, melo, eccetera) non rispettano (completamente) queste regole e non ci soddisfano, a meno che non siano inseriti in un contesto, come ad esempio un paesaggio rurale.

Tutto questo è valido anche per i bonsai che non sono quella merda che viene venduta per pochi spiccioli.

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Aure’!
Eh?
Hai fatto caso che, chi più rompe i coglioni cor chilometro zero, ner caffè ce mette lo zucchero de canna?
Se, e ner garum sale dell’Himalaya; se vede che ogni vorta li cominceno a conta’ da’n punto diverso.