Enjoy Coke

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Vengono quasi ogni giorno Ritik e Federico. Vengono a giocare davanti all’ultimo magazzino della fila e a chiedere qualcosa da bere. La strada da attraversare, il recinto e poi la campagna fino agli argini del fiume visibili in lontananza. Mi ricordano la coppia de Il sospetto (la scena completamente diversa per fortuna) con Ritik, piccolo e chiacchierone, che guida il più grande Federico nelle scorribande estive di figli di gente che lavora troppe ore. Uno parla un perfetto Italiano senza la fastidiosa eredità del dialetto e con il vantaggio* della storia di colonia del suo Paese che gli ha dato una famiglia bilingue, l’altro, figlio di gente troppo simile a noi e con scarsa propensione ad integrarsi, non parla un corretto italiano, si appoggia all’altro per comunicare e rischia di perdere l’opportunità.

*…

Non ho niente da dire, anzi sì

La cosa che mi piace del capitalismo è che a lui, al capitalismo, interessa delle persone solo in quanto consumatori.

Questa peculiarità, che in ambienti in cui è tenuta in gran conto la persona* viene esecrata (moralisti d’ogni credo), mi pare garanzia di libertà perché a lui interessa poco il mio privato e non ha interesse alcuno a darmi dei limiti.

*tutta gente interessata più a quello che può proibirti che a te

sarà per questo che è simbolo di purezza

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abbiate pazienza non ho una fotografia pertinente

Quelli che corrono non li capisco proprio, quelli che non devono andare da nessuna parte intendo. Io l’ebbrezza della velocità non la provo, mi pare scema, non che io non lo sia, ma meno. Comprare un auto piena di valvole che va da zero a cento in quattro secondi, e poi? Per correre da nessuna parte e senza manco dimagrire, ma più scemi ancora sono quelli che corrono sull’acqua che hanno bisogno di motori della stessa cilindrata di una petroliera ché l’acqua è un po’ come l’aria, ma molto meno accondiscendente alla penetrazione.