Un giorno racconto

di quello che succede quando ne vedo rotolare uno e di come è cominciato. Dei pranzi saltati, di Massimo che è sparito e non si sa che fine abbia fatto, delle domeniche insieme, del treno e poi dell’autobus fino a Piazza Maresciallo Giardino. Del tratto a piedi tra cori e sciarpe e del mondo che era tutto lì e d’un solo colore. Della prima (in curva sud perché è lì che andavamo, in Nord solo al derby, contro gli abruzzesi) e dell’ultima che ancora non è. Della pena per chi vive col secchio in testa sentendosi un intellettuale solo perché schifa un gioco, una passione.

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One Reply to “Un giorno racconto”

via, sciò

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