se stessi in silenzio sarei colpevole di complicità

Siamo tutti Dan Uzan? La Stampa colpisce ancora (stavolta con Cesare Martinetti).

Scene di fuoco, spari, raffiche di mitra. In terra rimangono chiazze di sangue. Alzato lo sguardo si cerca di attribuire quel sangue alla persona a cui appartiene. E’ un processo lento, meticoloso. L’attribuzione di quel sangue influenzerà i titoli dei giornali del giorno dopo. Ha un nome ebraico, si sussurra per la strada. Ha la madre israeliana, dicono i suoi conoscenti. Faceva la guardia da più di vent’anni fuori dalle sinagoghe e dai centri ebraici. Ah, si dicono, quindi è…

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One thought on “se stessi in silenzio sarei colpevole di complicità

  1. E purtroppo di sangue, di ebrei e non, ne verrà versato altro.
    Succederà presto anche qui a Roma.
    Ormai abbiamo capito che le minacce di questi incivili diventano poi reali. Non temono niente.
    Riguardo al povero addetto alla sicurezza della sinagoga, rimasto ucciso per proteggere chi festeggiava all’interno del tempio, posso solo dire che è morto un giusto, un eroe vero, di quelli che si leggono nei racconti biblici.
    Che la terra gli sia lieve.

via, sciò

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