come un livello di Doom fatto male

Come detto altrove, sono cresciuto in una casa in cui essere ragazzini era un handicap dal quale sbrigarsi a guarire e i desideri delle inaudite velleità che… maccomecazzotivieneinmente?

Oh! Non voglio far piagnistei. Non c’è motivo di farne ché, quando mi guardo intorno, vedo certi cresciuti così stronzi che penso: poraccio che infanzia di merda che deve avere avuto! Magari è uno di quelli a cui hanno comprato il Commodore 64. Non sono giovanissimo, ma… insomma, un minimo di futuro già c’era quando ero ragazzino. Per gli altri, non per me. Mi hanno regalato la calcolatrice, a natale, cazzo! E perché non il sussidiario? O, magari, un rotolo di carta igienica che è molto più utile della calcolatrice ché tanto i conti sono forte anche a mente a farli, ma a pulirmi il culo col pensiero non sono mica capace.

Sto vagando pericolosamente nella giungla del periodo lungo, tra le insidie della punteggiatura.

Tutto per dire che “livello di Doom” l’avevo sentito nominare da Frankie Hi-nrg e avevo immaginato che fosse un gioco elettronico, ma non me ne ero preoccupato più di tanto perché quel mondo m’era ormai scappato via, prima di nascere.

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7 Replies to “come un livello di Doom fatto male”

  1. La canzone se non sbaglio è “Quelli che benpensano”, dell’album “La Morte dei Miracoli”, prima cita le felpe Fruit Of The Loom. Però potrei sbagliarmi sulla canzone, sulla citazione precedente e sull’album no.
    Oramai Doom è dovunque!

via, sciò

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