sarà un anno di merda

Leggevo qualche tempo fa che si può, con ragionevolezza, supporre il ripetersi di un evento facendo conto sui dati passati. Una cosa tipo dal particolare al generale.

Questa cosa avrebbe una certa attendibilità e un nome che i danni cerebrali che mi sono procurato negli anni mi impediscono di ricordare.*

È per questo che trovo immotivato ogni entusiasmo per l’arrivo del nuovo anno. Non per pessimismo.

*induttivismo, i danni lasciano ancora spazio al ricordo, ma la pigrizia è più forte e il post era già alle stampe.

se avessero vinto loro saremmo l’Albania*

Hanno fatto una manifestazione contro l’apertura di un McDonald’s.

Dicono che sia cibo-spazzatura… così dicono.

E che è l’ennesimo segno della colonizzazione da parte degli yankee.

È un argomento che ti aspetteresti da un fascista la difesa delle sacre tradizioni masticatorie italiche, non da qualcuno che alle dieci del mattino già viaggia a Peroni da 66, amaro Averna e agogna paradisi libertari comunisti.

Libertari e comunisti… se non noti la contraddizione potrebbe essere a causa degli amari.

*No, la Corea del Nord sarebbe troppa roba

tra la Camusso e la servitù della gleba non può non esserci qualcosa

Tra le persone a cui darei una testata sul naso ci sono quelli che:

-la prima cosa che chiedono è quanto mi dai- 

perché, loro, è l’ultima cosa di cui parlerebbero, anzi: non ne parlerebbero affatto. Come se la retribuzione fosse un elemento trascurabile [la tua, sì]. Del resto si dice ringrazia Dio che hai un lavoro, mica che hai uno stipendio.

Tutto questo angustia non poco i nostri capitani d’impresa che, spesso, hanno il grande merito d’essere figli di qualcuno che si è saputo muovere in un Paese in cui il rispetto delle regole e la distanza dai favori dell’amico politico erano abitudine diffusa,

mica come voi che non conoscete il significato del termine sacrificio.

le dimensioni contano

-Io quelli col furgone li odio perché so’ prepotenti.

-No, tu quelli col furgone li odi perché interrompono la vostra de prepotenza.

Antonella e Giovannone

Quando, da Via Pasquale II, devo prendere Via Boccea, in direzione del centro, mi chiedo dove cazzo siano tutte le persone per bene pronte ad augurarti la morte, per cancro, perché non sei solidale con il prossimo. Anche animale.

Da Via Nazareth non ne arrivano, allora mi convinco che Giovannone aveva la chiave della mobilità romana.

Management Del Dolore Post-Operatorio

si dice che

sia un problema di sensibilità. Bene. Vediamo allora se ho capito, perché in tutto ciò che non è didascalico stento.

Credere pare sia una forma di sensibilità, la chiamano sensibilità religiosa, e la sensibilità va rispettata. A me, per esempio, dà un fastidio della Madonna che mi vengano strizzati i capezzoli, ma la cosa non va incontro a tutele particolari perché sembra che non provochi dolore paragonabile al vedere una croce per chi non è cristiano, una menorah per i non ebrei o una lapidazione per i non settenani*.

Alcuni sono sensibili al punto di soffrire la sensibilità altrui nonostante, come dicevamo, la sensibilità sia cosa inviolabile e da rispettare. Altri sono talmente sensibili alla sofferenza di Alcuni da pretendere che altri [no, non loro Altri, Altri-Altri] non facciano nulla che possa far pensare ad Alcuni che qualcuno, Altri-Altri, possa avere una sensibilità alternativa.

È inammissibile, dicono, è un caso di sensibilità molesta! Pare possa venir diagnosticata solo da discepoli di una determinata sensibilità politica. No, non ora, c’è tempo per rendersi invisi. Delle anime belle, magari, parleremo in un altro momento.

Ci sono, poi, i Noncredenti Militanti che meritano una menzione a parte: questi livorosi buontemponi pur manifestando una anima illuminista [più spesso ista e basta] sono peggio degli Altri, anzi, spesso queste sensibilità coesistono, incredibilmente, nello stesso individuo.

Ai Noncredenti Militanti non sta bene che si possano seguire delle tradizioni che hanno radici religiose, non fanno il presepe e non festeggiano il Natale perché sono atei duri e puri. Rimane loro solo il venticinqueaprile [e il concertonedelprimomaggio] e in questo periodo hanno un muso più lungo del solito.

 *io non l’ho scritto,  tu l’hai pensato razzista seminatore d’odio.

domani sarà tutto dimenticato

Ho già avuto modo di dire, in un’altra vita, che l’indignazione mi è estranea perché presuppone una superiorità morale che non possiedo né mai ho posseduto.

L’ho detto perché è vero e per non contraddirmi dicendo quanto schifo provo allo spettacolo degli italiani che si scandalizzano.

Ci sono delle mattine in cui arrivo molto presto al lavoro e, dopo aver preso il caffè, mi fermo una decina di minuti al bar a guardare il telegiornale.

La notizia del giorno [che tutti conoscevano anche se non nei particolari], quella dell’allegra e multicolore associazione di galantuomini che si spartivano appalti, municipalizzate e solidarietà [solidarietà compagni] era commentata da quattro [scandalizzatissimi] dipendenti dell’AMA.

Fine turno?

Inizio?

Non saprei, ma la presenza dei due furgoncini parcheggiati fuori mi fa pensare in.

Ecco, in questo credo si riassuma la moralità della popolazione che lamenta la disonestà dei piani alti.

Di cosa sia l’AMA e di come sia stata sulle prime pagine dei giornali per le modalità di assunzione è superfluo parlare.